19 marzo 2018
27 febbraio 2018
LA VERITÀ - one shot
...una volta l'ho vista, la verità.
Me la sono trovata davanti così, come un'improvvisa consapevolezza.
Come una luce che esplode nel buio e improvvisamente è tutto chiaro.
Durò solo un attimo, ma in quell'attimo sapevo tutto.
Come accade a volte in alcuni sogni, nel momento stesso in cui capivo,
capivo anche che non l'avrei ricordata.
Ma io una volta l'ho vista la verità.
E non è quella che dite voi.
Non ci somiglia proprio.
Me la sono trovata davanti così, come un'improvvisa consapevolezza.
Come una luce che esplode nel buio e improvvisamente è tutto chiaro.
Durò solo un attimo, ma in quell'attimo sapevo tutto.
Come accade a volte in alcuni sogni, nel momento stesso in cui capivo,
capivo anche che non l'avrei ricordata.
Ma io una volta l'ho vista la verità.
E non è quella che dite voi.
Non ci somiglia proprio.
26 febbraio 2018
LA NEVE - one shot
Aveva nevicato tutta la notte.
L'assenza di impronte -apparte le sue- rendeva tutto ancora più surreale.
Era l'assenza degli umani: la città era tutt'altra cosa -pensò- da quando gli umani erano spariti.
Partiti? Rapiti? Suicidati? Estinti? Semplicemente spariti.
Era successo così, all'improvviso. Non ce n'era stato alcun sentore.
Il giorno prima erano lì, coi loro rumori, i loro odori, la loro invadenza da padroni del mondo, e il giorno dopo non c'era più nessuno. Vuoto. Silenzio.
Come la neve di stanotte -pensò.
L'odore ci aveva messo un po' di più per sparire, come una traccia sospesa sopra ogni cosa, ma alla fine anche quello se n'era andato.
Era rimasta sola, la lupa. Lei e pochi altri animali erano rimasti padroni della città. La città eterna. La città vuota.
Un po' le dispiaceva per i gemelli: si era abituata a considerarli come figli.
Un po' le dispiaceva, ma solo un po': sarebbero sicuramente diventati degli stronzi, crescendo -pensò.
E ululò al silenzio.
Alla neve.
L'assenza di impronte -apparte le sue- rendeva tutto ancora più surreale.
Era l'assenza degli umani: la città era tutt'altra cosa -pensò- da quando gli umani erano spariti.
Partiti? Rapiti? Suicidati? Estinti? Semplicemente spariti.
Era successo così, all'improvviso. Non ce n'era stato alcun sentore.
Il giorno prima erano lì, coi loro rumori, i loro odori, la loro invadenza da padroni del mondo, e il giorno dopo non c'era più nessuno. Vuoto. Silenzio.
Come la neve di stanotte -pensò.
L'odore ci aveva messo un po' di più per sparire, come una traccia sospesa sopra ogni cosa, ma alla fine anche quello se n'era andato.
Era rimasta sola, la lupa. Lei e pochi altri animali erano rimasti padroni della città. La città eterna. La città vuota.
Un po' le dispiaceva per i gemelli: si era abituata a considerarli come figli.
Un po' le dispiaceva, ma solo un po': sarebbero sicuramente diventati degli stronzi, crescendo -pensò.
E ululò al silenzio.
Alla neve.
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20 febbraio 2018
13 febbraio 2018
26 ottobre 2017
APNEA - risveglio
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9 ottobre 2017
LE JALOUX - plagio
Alberto Breccia - Buscavidas
trattini trattini...
l'originale... inarrivabile
cercando di capire e tirando fuori cose dall'ombra (e c'era già tutto!)
5 ottobre 2017
25 settembre 2017
MEGLIO NON ESSERE TROPPO BUONI - one shot
...più che fare un disegno, mi andava di raccontare una storia: Ilvarum Yaga 100 disegnatori contro la Strega Rossa.
Grazie a Manuscripta e Piero Angelini...
Grazie a Manuscripta e Piero Angelini...
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11 settembre 2017
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